23 Settembre 2026
L’accordo apre a nuovi sviluppi per la PUT, dalla raccolta automatica all’analisi semantica. Per le amministrazioni non nasce un nuovo obbligo, ma emerge con maggiore chiarezza la direzione del sistema della trasparenza pubblica.
L’11 settembre 2026 ANAC e CNR hanno annunciato il rinnovo della collaborazione per l’evoluzione della Piattaforma Unica della Trasparenza (PUT). Il nuovo Protocollo, di validità triennale, prosegue il percorso avviato nel 2023 e amplia gli ambiti di ricerca e sviluppo collegati a TrasparenzAI.
L’accordo prevede lo studio e la sperimentazione di tecnologie per la raccolta e la classificazione automatica delle informazioni, l’analisi semantica e la verifica della completezza, della qualità e della coerenza dei contenuti pubblicati. Sono inoltre previste attività basate su Intelligenza Artificiale e machine learning e iniziative per favorire l’interoperabilità tra banche dati.
È però essenziale distinguere ciò che TrasparenzAI fa già oggi da ciò che il nuovo Protocollo individua come sviluppo futuro.
La funzione attualmente documentata da ANAC riguarda soprattutto l’analisi automatica della struttura delle sezioni “Amministrazione Trasparente”. Le verifiche semantiche e sostanziali richiamate nell’accordo dovranno invece essere studiate, sperimentate e successivamente tradotte in servizi operativi.
Con il nuovo Protocollo, ANAC e CNR puntano a far evolvere il sistema della trasparenza verso dati più strutturati, confrontabili, interoperabili e analizzabili in modo automatizzato. L’accordo si colloca nel quadro degli obblighi già disciplinati dal D.Lgs. 33/2013, senza introdurre di per sé nuovi adempimenti per le amministrazioni.
Secondo la comunicazione ufficiale del CNR e il testo del Protocollo, la collaborazione riguarda l’evoluzione tecnologica e funzionale della PUT attraverso strumenti di Intelligenza Artificiale, machine learning e analisi dei dati.
Tra le attività previste rientrano:
Il Protocollo stabilisce quindi un programma di lavoro. Tempi e modalità delle singole attività dovranno essere definiti dal tavolo tecnico o attraverso successivi accordi attuativi.
La Guida Online ANAC dedicata a TrasparenzAI descrive oggi un sistema che analizza automaticamente le sezioni “Amministrazione Trasparente” degli enti censiti nell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni.
La verifica si basa attualmente su 52 regole. Per ogni regola, il sistema ricerca determinati termini e controlla la presenza delle sottosezioni previste, valutando la corrispondenza dell’alberatura del sito alla struttura normativa attesa.
Si tratta principalmente di un controllo strutturale: TrasparenzAI può rilevare se la sezione presenta l’organizzazione e le denominazioni ricercate dal sistema. Questo risultato non equivale, da solo, a una valutazione completa della correttezza sostanziale dei documenti e dei dati pubblicati.
|
Ambito |
Funzionalità operative e documentate oggi |
Attività previste dal nuovo Protocollo |
| Oggetto dell’analisi |
Struttura e alberatura delle sezioni “Amministrazione Trasparente” |
Contenuti, relazioni semantiche, completezza, qualità e coerenza |
| Modalità di controllo |
Applicazione di 52 regole basate sulla ricerca di termini e sottosezioni |
Studio e sperimentazione di tecnologie di analisi semantica, Intelligenza Artificiale e machine learning |
| Accesso ai risultati |
Consultazione pubblica attraverso mappe e funzioni di ricerca |
Sviluppo di nuove funzioni destinate anche a utenti profilati |
| Acquisizione delle informazioni |
Analisi automatizzata delle sezioni pubbliche degli enti presenti in IPA |
Raccolta e classificazione automatica delle informazioni e maggiore interoperabilità tra banche dati |
Le funzioni oggi disponibili restano quindi circoscritte ai controlli strutturali descritti da ANAC. La raccolta automatica, l’analisi semantica e le verifiche sulla qualità dei contenuti rientrano invece tra le attività che il nuovo Protocollo prevede di sviluppare e sperimentare.
Una sottosezione può essere presente e correttamente denominata, ma contenere informazioni incomplete, non aggiornate o incoerenti con il provvedimento originale. Allo stesso modo, un documento può risultare formalmente pubblicato ma essere difficilmente elaborabile perché disponibile soltanto come scansione o privo di dati strutturati.
Il controllo della struttura risponde quindi a domande come:
La qualità sostanziale richiede verifiche ulteriori:
Il Protocollo si inserisce in un quadro normativo che attribuisce già un ruolo centrale alla qualità delle informazioni pubblicate. L’articolo 6 del D.Lgs. 33/2013 richiede infatti integrità, aggiornamento, completezza, tempestività, comprensibilità, facile accessibilità, conformità agli originali, indicazione della provenienza e riutilizzabilità delle informazioni.
La Guida ANAC per Amministrazione Trasparente richiama inoltre l’importanza di formati standardizzati, flessibili e idonei all’acquisizione automatica. Il nuovo Protocollo non crea tali principi, ma rende più concreta la prospettiva di sistemi capaci di analizzarne progressivamente l’applicazione.
L’accordo si inserisce in un percorso di standardizzazione già avviato.
La Delibera ANAC n. 495/2024 ha adottato gli schemi di pubblicazione relativi agli articoli 4-bis, 13 e 31 del D.Lgs. 33/2013. La successiva Delibera n. 481/2025 ha modificato gli schemi riferiti agli articoli 4-bis e 31 e le relative istruzioni operative.
Il passaggio da documenti eterogenei a modelli più uniformi favorisce confrontabilità, riutilizzo e trattamento automatico delle informazioni.
Anche il Piano Nazionale Anticorruzione 2025 ha riportato l’attenzione su reperibilità, accessibilità e qualità dei contenuti pubblicati.
Il rinnovo della collaborazione tra ANAC e CNR rappresenta un ulteriore passaggio: dopo la standardizzazione della struttura e di alcuni set informativi, la ricerca si concentra su strumenti potenzialmente capaci di classificare, mettere in relazione e valutare quantità crescenti di dati.
Una maggiore cooperazione tra banche dati può ridurre gli inserimenti duplicati e favorire il riutilizzo delle informazioni già detenute dalla pubblica amministrazione.
Il principio “once only”, tuttavia, non significa “pubblicare una volta e dimenticare il dato”. Se le informazioni vengono acquisite da sistemi diversi, diventano ancora più importanti la corretta individuazione della fonte, l’aggiornamento del dato originario, la stabilità dei collegamenti, la coerenza tra banche dati e la tracciabilità delle modifiche.
ANAC ha già evidenziato alcune criticità di un sistema basato esclusivamente sui collegamenti a banche dati esterne, come approfondito nell’articolo ISWEB dedicato a trasparenza, interoperabilità e obblighi di pubblicazione.
L’interoperabilità può semplificare il processo, ma non elimina la necessità di governare qualità e responsabilità del dato.
Il nuovo Protocollo non richiede di adottare immediatamente strumenti o procedure aggiuntive. Offre però indicazioni utili per orientare già oggi la gestione di “Amministrazione Trasparente”.
Le amministrazioni possono prepararsi all’evoluzione del sistema intervenendo su sei aree operative:
L’obiettivo è rendere affidabile il patrimonio informativo sul quale quelle funzionalità potranno operare. RPCT, uffici detentori, redazioni, OIV e referenti ICT devono quindi concorrere a un processo continuativo, nel quale responsabilità, qualità dei dati e gestione tecnica siano chiaramente coordinate.
Il rinnovo della collaborazione tra ANAC e CNR dà continuità a un percorso che punta ad ampliare progressivamente le capacità di analisi del sistema: dalle verifiche sulla presenza e sulla struttura delle pubblicazioni allo studio di strumenti in grado di esaminare anche completezza, qualità, coerenza e relazioni tra dati.
Per le amministrazioni, l’indicazione operativa è gestire “Amministrazione Trasparente” come un patrimonio informativo da governare nel tempo. Struttura, qualità editoriale, formati, provenienza, aggiornamento e interoperabilità sono destinati a diventare sempre più strettamente collegati.
Ricevi gli aggiornamenti ISWEB su obblighi di pubblicazione, indicazioni ANAC, Piattaforma Unica della Trasparenza e strumenti per le amministrazioni.
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