Whistleblowing: le ultime novità da ANAC e Parlamento Europeo.

18 Aprile 2019

Logo PAWhistleblowing
Il mese di aprile 2019 ha visto l’intervento sia di ANAC che del Parlamento Europeo in merito alla normativa sul whistleblowing, introducendo delle novità in materia di tutela del segnalante di irregolarità nell'ambito di un rapporto di lavoro.
Da un lato l’ANAC, con la delibera n.312 del 10 aprile 2019 ha introdotto alcune modifiche al testo del regolamento sull'esercizio del potere sanzionatorio in materia di tutela del whistleblower con un duplice obiettivo. Quello di razionalizzare la gestione delle segnalazioni ricevute riscrivendo completamente l’articolo 13 del citato decreto, prevedendo la derubricazione delle segnalazioni ricevute sulla base di specifici criteri e la conseguente comunicazione al whistleblower dell’archiviazione avvenuta. E quello di garantire la tutela del segnalante assicurando la riservatezza della sua identità e azionando il potere sanzionatorio nei casi di cui al comma 6 dell'art. 54-bis del decreto legislativo n. 165/2001.
Dall'altro, il Parlamento europeo lo scorso 16 aprile ha approvato una direttiva che garantirà gli standard minimi di protezione ai potenziali segnalanti nell'Unione Europea, andando ad uniformare la normativa ancora molto frammentata all'interno di tutti gli stati membri, ed intervenendo sia nel settore pubblico che nel privato allineando la normativa vigente. Infatti, tutte le società con più di 50 dipendenti dovranno predisporre dei canali di gestione delle segnalazioni, di cui almeno uno elettronico.
Inoltre, tutti gli stati membri dovranno prevedere l’introduzione di misure che proibiscano e contrastino ogni forma di discriminazione e ritorsione nei confronti del segnalante sul luogo di lavoro, nell'arco di due anni dall'entrata in vigore della direttiva.

Compila il form per maggiori informazioni

2 + 8