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Whistleblowing 2026: dalla compliance alla cultura della segnalazione

29 Giugno 2026

Nel 2026 il whistleblowing non è più solo un obbligo di legge. Dopo le nuove Linee Guida ANAC n. 1/2025 sui canali interni, un sistema di segnalazione efficace è riconosciuto come un presidio di governance e integrità: intercetta i problemi quando sono ancora gestibili, riduce il rischio di sanzioni (fino a 50.000 euro) e rafforza la fiducia di chi lavora con l'organizzazione e al suo interno. Il passaggio dalla compliance alla cultura della segnalazione si gioca però sul piano operativo: canale orale, anonimato, tutela dell'identità, raccordo con il Modello 231 e gestione nei gruppi societari. Di questo parliamo nel webinar gratuito ISWEB del 8 luglio 2026.

📅 Webinar gratuito - 8 luglio 2026, ore 11:05-12:30 Whistleblowing
dalla compliance alla cultura della segnalazione
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Che cos'è il whistleblowing e perché nel 2026 è cambiato lo scenario

Il whistleblowing è il meccanismo che consente a chi lavora in un contesto pubblico o privato di segnalare violazioni di disposizioni nazionali o europee lesive dell'interesse pubblico o dell'integrità dell'organizzazione, ottenendo in cambio una protezione specifica contro le ritorsioni. In Italia la disciplina organica è contenuta nel D.Lgs. 24/2023, che ha recepito la Direttiva (UE) 2019/1937.

Per i primi due anni, però, il whistleblowing è stato spesso vissuto come un mero adempimento: una casella da spuntare. Lo scenario è cambiato a fine 2025. Con la Delibera n. 478 del 26 novembre 2025, ANAC ha approvato le Linee Guida n. 1/2025 sui canali interni di segnalazione (pubblicate in Gazzetta Ufficiale il 29 dicembre 2025), trasformando i principi generali del 2023 in regole operative stringenti. È il passaggio dalla prima applicazione del decreto alla piena maturità del sistema - e segna l'inizio di un approccio diverso: dal "fare il canale" al "far funzionare il canale".

I numeri ANAC: un indicatore della salute dell'organizzazione

I dati raccontano un fenomeno in crescita ma ancora largamente sottoutilizzato — ed è proprio qui che si apre l'opportunità.

I numeri forniti dall'Autorità Nazionale Anticorruzione mostrano una crescita significativa: le segnalazioni trasmesse al canale esterno sono salite dalle 1.213 unità del 2024 alle 1.931 del 2025, segnando un incremento annuo del +59,19%.

Questa tendenza si conferma con vigore anche nel 2026. Al 31 maggio, i fascicoli aperti sono già 1.087, una cifra che in soli cinque mesi supera la metà del totale registrato nell'intero anno precedente.

Letti nel modo giusto, questi numeri non descrivono un problema, ma un indicatore di salute organizzativa: dove le segnalazioni arrivano e vengono gestite bene, l'organizzazione intercetta i rischi prima che diventino crisi reputazionali, contenziosi o sanzioni. Dove non arrivano, il rischio resta sommerso. Un canale "muto" non è un canale virtuoso: spesso è un canale non considerato, per esempio perché non comunicato o perché non ispira fiducia.

Cosa cambia con le Linee Guida ANAC n. 1/2025

Le nuove Linee Guida non sostituiscono il quadro precedente (Delibera n. 311/2023 sul canale esterno): lo completano e lo integrano, concentrandosi sui canali interni e sulla struttura organizzativa che li gestisce. I punti che hanno il maggiore impatto operativo:

  • Standard tecnici elevati per la piattaforma. L'ente deve adottare uno strumento informatico che garantisca la massima affidabilità sul piano della sicurezza (es. presenza di certificazioni, eventuale disponibilità nel Catalogo dei servizi cloud dell'ACN) e della conformità al trattamento dei dati (DPIA).
  • Riservatezza tecnica. La gestione passa per un key code (codice identificativo) noto solo al segnalante, che consente un dialogo riservato senza rivelarne l'identità; gli enti devono inoltre garantire che l'accesso al canale dalla rete aziendale non sia tracciabile da reparti IT o superiori gerarchici.
  • Indipendenza del gestore. L'atto organizzativo deve disciplinare a monte i conflitti di interesse del gestore e prevedere un sostituto in caso di sua assenza prolungata o coinvolgimento nella segnalazione.
  • Sanzioni. In caso di canale non istituito o di procedure non conformi, ANAC può irrogare una sanzione amministrativa pecuniaria fino a 50.000 euro.

Per un'analisi punto per punto delle nuove Linee Guida rimandiamo all'approfondimento dedicato di ISWEB: Linee Guida ANAC n. 1/2025 sul whistleblowing.

Le criticità operative nella gestione dei canali interni

È sul piano pratico che le organizzazioni incontrano gli ostacoli più concreti. Sono i nodi che affronteremo nel webinar.

Il canale orale: riservatezza, consenso alla registrazione e conservazione sicura

Le segnalazioni orali (linea telefonica dedicata, messaggistica vocale, incontro diretto) devono essere tracciate per garantire il corretto seguito istruttorio: registrazione con consenso del segnalante, oppure verbale sottoscritto. La sfida è duplice: ottenere un consenso valido senza scoraggiare chi segnala, e conservare in sicurezza una registrazione che contiene dati personali particolarmente sensibili.

La gestione dell'identità del segnalante: disvelamento e condivisione del dato

La riservatezza dell'identità del segnalante è la condizione di funzionamento dell'intero sistema. Il disvelamento (la rivelazione dell'identità) è ammesso solo in casi tipizzati: in quelle ipotesi l'ente deve registrare le motivazioni, anche organizzative, che lo rendono necessario e le misure adottate per limitarne l'impatto. La condivisione del dato tra funzioni va governata con criteri di stretta necessità.

Le segnalazioni anonime

Punto spesso frainteso: le segnalazioni anonime ricevute sul canale whistleblowing non godono delle tutele del D.Lgs. 24/2023 finché il segnalante non viene identificato, e vanno quindi trattate come segnalazioni ordinarie - salvo che l'ente decida diversamente con una propria policy. In ogni caso l'ente dovrebbe registrarle e conservarne la documentazione, anche per ricostruire i fatti in caso di future ritorsioni.

Integrazione con il Modello 231 e flussi verso l'OdV

Le Linee Guida chiariscono che il canale interno non è un adempimento autonomo: deve coordinarsi con la mappatura dei rischi, con i flussi informativi verso l'Organismo di Vigilanza e con il sistema disciplinare del Modello 231. Nodo delicato: l'OdV può essere designato gestore delle segnalazioni, ma - in coordinamento con le Linee Guida del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di novembre 2025 - deve operare con incarico separato e distinto dalla funzione di vigilanza sul Modello.

La gestione del canale nei gruppi societari: condivisione o esternalizzazione

Per i gruppi la domanda è: canale unico condiviso, esternalizzazione a un soggetto terzo o segregazione dei dati tra società? Ogni opzione ha implicazioni su responsabilità, riservatezza e conformità privacy. Le Linee Guida dedicano a questo tema uno specifico approfondimento, insieme a quelli su rapporti con il "231" ed Enti del Terzo Settore.

Dalla compliance alla cultura: il whistleblowing come investimento strategico

Quando questi nodi sono risolti, il canale smette di essere un costo e diventa una leva strategica. Un sistema percepito come sicuro fa emergere le criticità prima che si trasformino in danni; protegge la reputazione; rafforza la fiducia di dipendenti, fornitori e stakeholder; migliora il posizionamento competitivo dell'organizzazione. È la differenza tra un canale che esiste sulla carta e un canale di cui le persone si fidano abbastanza da usarlo. È, in sintesi, il passaggio dalla compliance alla cultura della segnalazione.

Come una piattaforma certificata risolve i problemi operativi

La maggior parte delle criticità operative ha la stessa radice: strumenti inadeguati. Una piattaforma sicura e certificata risponde in modo nativo ai requisiti delle Linee Guida - riservatezza tramite keycode, non tracciabilità dell'accesso, gestione del canale orale con consenso e conservazione sicura, tracciamento del disvelamento, flussi configurabili verso l'OdV, gestione multi-ente per i gruppi. Trasforma così un obbligo in un vantaggio competitivo concreto, riducendo rischi, sanzioni e danni d'immagine. È l'approccio della soluzione ISWEB: una scelta sicura e sostenibile nel tempo.

Partecipa al webinar gratuito

Whistleblowing: dalla compliance alla cultura della segnalazione
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8 luglio 2026 · ⏰ 11:05 - 12:30 · 🎟️ Partecipazione gratuita

Analizzeremo i numeri ANAC, le nuove Linee Guida n. 1/2025, le criticità operative dei canali interni e gli strumenti per trasformare l'obbligo in valore. In chiusura, spazio a Domande & Risposte sui casi concreti.

👉 Iscriviti al webinar

A chi è rivolto: RPCT · funzioni Compliance, Legal, Internal Audit e Risk Management · DPO/RPD · componenti e presidenti di OdV · direzioni HR e IT · enti pubblici e società soggette al D.Lgs. 24/2023 · società che adottano il Modello 231.

Relatori: dott.ssa Ludovica Mastroddi (Responsabile Servizio Whistleblowing ISWEB) · dott. Antonio Luppino (Responsabile Ufficio Commerciale ISWEB).

⚠️ Attestato: per riceverlo devi iscriverti personalmente con un indirizzo email istituzionale e partecipare in diretta. L'attestato è generato automaticamente solo per chi si registra correttamente e partecipa effettivamente. Accedendo da un link condiviso, senza registrarsi, non sarà rilasciato. Dopo l'evento saranno disponibili la registrazione video e le slide.

Domande frequenti sul whistleblowing (2026)

Il whistleblowing è obbligatorio per la mia organizzazione?
Sì, per i soggetti previsti dal D.Lgs. 24/2023: enti pubblici, e nel privato le organizzazioni che superano determinate soglie dimensionali o che adottano un Modello 231. L'obbligo riguarda l'istituzione di un canale interno conforme e la sua corretta gestione.

Cosa sono le Linee Guida ANAC n. 1/2025?
Sono il principale riferimento applicativo per i canali interni di segnalazione, approvate con Delibera n. 478 del 26 novembre 2025. Integrano le precedenti Linee Guida del 2023 e introducono regole operative su piattaforma, riservatezza, gestore, canale orale, anonimato, disvelamento e gruppi societari.

Le segnalazioni anonime sono protette?
No, non automaticamente: non godono delle tutele del D.Lgs. 24/2023 finché il segnalante non viene identificato e vanno trattate come segnalazioni ordinarie, salvo diversa policy interna. L'ente deve comunque registrarle e conservarne la documentazione.

Quali sono le sanzioni per un canale non conforme?
NAC può irrogare sanzioni amministrative pecuniarie fino a 50.000 euro in caso di mancata istituzione del canale interno o di procedure non conformi.

L'Organismo di Vigilanza può gestire le segnalazioni?
Sì, l'OdV può essere designato gestore, ma con un incarico separato e distinto dalla funzione di vigilanza sul Modello 231, per evitare sovrapposizioni e conflitti di ruolo.

Come si gestisce il canale orale in modo conforme?
Tracciando la segnalazione tramite registrazione con il consenso del segnalante oppure con un verbale sottoscritto, e garantendone la conservazione sicura nel rispetto della normativa privacy.

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