17 Aprile 2026
Nella gestione delle schede ANAC affidamenti diretti, i dubbi più frequenti non nascono solo all’avvio della procedura. Le criticità emergono spesso dopo la stipula, quando occorre accompagnare il contratto lungo tutte le fasi successive: avvio dell’esecuzione, durata, eventuale proroga tecnica, verifiche sull’operatore economico e chiusura finale.
Il criterio più utile emerso dalle fonti è chiaro: SC1, CO1 e schede di esecuzione non vanno lette come adempimenti isolati, ma come passaggi collegati di un unico ciclo contrattuale.
La logica della digitalizzazione del ciclo di vita dei contratti e l’evoluzione delle schede ANAC vanno nella direzione di una continuità informativa tra procedura, esecuzione e conclusione.
Dopo la stipula, la scheda SC1 si colloca pienamente nel ciclo digitale del contratto e si innesta sulla procedura già avviata. Non rappresenta un adempimento autonomo, ma un passaggio che si innesta sullo stesso percorso amministrativo e informativo, mantenendo continuità di tracciato e di dati (medesimo CIG e tracciato digitale).
La scheda CO1 assolve a una funzione specifica nel ciclo dell’affidamento: consente di comunicare l’esito della procedura di affidamento di importo superiore a 5.000 euro e di consolidare le informazioni relative alla fase conclusiva dell’affidamento sotto il profilo amministrativo.
Attraverso di essa vengono raccolti i dati essenziali che attestano il risultato della procedura, in coerenza con quanto definito nella fase di affidamento e con le informazioni già trasmesse nel sistema con le schede precedenti.
Ne deriva che le informazioni da inserire devono essere coerenti con l’esito della procedura e con con l’andamento dell’esecuzione contrattuale.
Per rendere più chiara la lettura operativa, i dati essenziali possono essere distinti così:
Per la SC1:
Per la CO1:
Anche il profilo temporale richiede attenzione. La scheda relativa all’avvio dell’esecuzione deve essere trasmessa nei termini previsti a partire dalla consegna dei lavori o dall’avvio di servizi e forniture. Quando le consegne sono frazionate, il riferimento resta la prima consegna parziale.
Uno dei punti che genera più dubbi riguarda la proroga tecnica. Va distinta sia dal rinnovo sia dalle modifiche che incidono sulle condizioni del rapporto contrattuale, in quanto non incide sulle condizioni del contratto ma ne consente la temporanea prosecuzione.
L'art. 120, comma 11, consente la proroga per garantire la continuità delle prestazioni in attesa del nuovo affidamento (purché avviato o in corso di avvio), limitatamente al tempo necessario alla sua conclusione. ANAC esclude il nuovo CIG, considerandola in continuità con il contratto originario. Tale proroga tecnica è eccezionale, va motivata e non può essere usata come gestione ordinaria del contratto.
Anche le verifiche sull’operatore economico richiedono attenzione. Le fonti ufficiali ANAC indicano il FVOE come strumento ordinario per la comprova dei requisiti generali, tecnico-organizzativi ed economico-finanziari. Per gli affidamenti inferiori a 40.000 euro, l’articolo 52 del d.lgs. 36/2023 consente la dichiarazione sostitutiva, lasciando comunque alla stazione appaltante la possibilità di effettuare controlli, anche a campione. Le verifiche possono essere svolte prima dell’affidamento o successivamente, secondo le modalità organizzative della stazione appaltante.
Gli errori più frequenti possono essere ricondotti a tre punti:
Da questi equivoci derivano spesso dati incoerenti, chiusure anticipate e una lettura frammentata della conclusione del contratto.
Queste criticità non sono solo interpretative. Hanno anche un impatto organizzativo concreto, perché aumentano reinserimenti manuali, duplicazioni e possibilità di disallineamento tra i dati trasmessi nelle diverse fasi.
In questo contesto, il Modulo Affidamenti Diretti di ISWEB, integrato nell’ecosistema SmartPAD, può supportare la gestione operativa quotidiana delle procedure sotto soglia. Il suo valore sta soprattutto nella continuità informativa: dati di esecuzione, avanzamento e chiusura restano allineati lungo tutto il ciclo del contratto, con una compilazione più lineare e un minor rischio di errore.
Un esempio tipico: in assenza di un sistema integrato, la stessa informazione (date di esecuzione, avanzamento, chiusura) viene spesso reinserita manualmente in momenti diversi, con il rischio di incoerenze tra SC1 e CO2 o di chiusure anticipate legate all’ultimo pagamento. In un ambiente strutturato come SmartPAD, invece, i dati vengono gestiti in continuità lungo il ciclo del contratto e riutilizzati automaticamente nelle fasi successive, rendendo più lineare la compilazione e più affidabile il risultato finale.
Il punto, quindi, non è compilare una scheda in più. È leggere correttamente l’intero ciclo dell’affidamento diretto, dalla stipula alla conclusione, con maggiore ordine, coerenza dei dati e chiarezza operativa.
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