Pubblica Amministrazione digitale e trasparente: cosa prevede la legge di conversione del Decreto Semplificazioni

15 Settembre 2020

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L’obiettivo di una PA digitale entro il 28 febbraio 2021 resta una priorità della legge di conversione del Decreto Semplificazioni, in vigore da oggi 15 settembre 2020. 

Diversi gli interventi strutturali che si prospettano per la PA italiana, chiamata a razionalizzare l’organizzazione interna e le relative procedure. Razionalizzazione che è sinonimo di semplificazione.

L’accesso ai servizi pubblici, che dovrà avvenire esclusivamente tramite le piattaforme abilitanti migliorerà l’efficienza dei servizi offerti, i quali saranno il canale principale di comunicazione ed interazione tra Amministrazione e cittadini-utenti.
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Prevista, inoltre, la diffusione di regole e procedure standard che indirizzino il cittadino nella fruizione del servizio e nella reperibilità delle informazioni in maniera chiara e semplice, riducendo al minimo i procedimenti burocratici e rendendo notevolmente più snella l’attività interna.

Rafforzata anche la trasparenza amministrativa, altra prerogativa imprescindibile nel processo di trasformazione digitale della PA. La legge di conversione rafforza gli interventi a supporto della diffusione della trasparenza prevedendo che vengano resi noti i tempi di chiusura delle pratiche e le tempistiche di erogazione dei servizi da parte degli enti, i quali non potranno intervenire successivamente alla scadenza del termine per rispondere alle richieste dei cittadini.

L’avvio effettivo del percorso di trasformazione digitale tanto auspicato sembra essere, dunque, davvero imminente. Lo stato di avanzamento sarà valutabile soltanto nel tempo ma sicuramente ci sono tutte le prerogative affinché si possa assistere ad una trasformazione culturale ancor prima che digitale. 
 

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