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Affidamenti diretti nella PA: cosa dicono i dati ANAC e perché gli acquisti si addensano nel sotto soglia

24 Aprile 2026

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Indice rapido

  1. Cosa emerge dalle analisi ANAC sugli affidamenti diretti
  2. Cosa evidenzia il Rapporto ANAC
  3. Quali Stazioni Appaltanti usano di più gli affidamenti diretti
  4. Perché ANAC segnala criticità
  5. Perché gli affidamenti diretti sono la procedura più utilizzata
  6. Come scegliere una PAD che consenta di lavorare meglio
  7. La soluzione SmartPAD
  8. FAQ sugli affidamenti diretti nella PA

 

Cosa emerge dalle analisi ANAC sugli affidamenti diretti

Le analisi ANAC sugli affidamenti diretti, basate sullo studio sull’addensamento sottosoglia (2021–2024) e diffuse nel 2026, evidenziano un dato strutturale, gli affidamenti diretti rappresentano oggi la modalità prevalente di gestione degli acquisti pubblici.

Secondo ANAC, oltre il 90% delle procedure è riconducibile a contratti sotto soglia, con una quota che raggiunge il 95% dei CIG nel 2023. Questo significa che la quasi totalità delle procedure registrate nella BDNCP riguarda modalità semplificate.

Oltre 9 contratti pubblici su 10 vengono affidati direttamente a un singolo fornitore.

Un elemento centrale evidenziato da ANAC è il fenomeno dell’addensamento sottosoglia: le procedure si concentrano nelle fasce immediatamente inferiori alle soglie normative. Tra il 2022 e il 2024, la fascia 135.000–140.000 euro arriva a rappresentare fino al 31,5% del valore delle procedure tra 100.000 e 180.000 euro.

Cosa evidenzia dal Rapporto ANAC sugli affidamenti diretti

Il Rapporto ANAC non si limita a misurare il peso degli affidamenti diretti, ma mette in evidenza un fenomeno più strutturale: la concentrazione delle procedure nelle fasce di importo immediatamente inferiori alla soglia normativa (il cosiddetto “addensamento sottosoglia”).

I dati mostrano con chiarezza questo andamento:

  • nel 2021 l’addensamento si colloca tra 70.000 e 75.000 euro
  • dal 2022 al 2024 si sposta tra 135.000 e 140.000 euro, in linea con l’innalzamento della soglia

Non si tratta solo di una concentrazione numerica. Anche in termini economici, la classe 135.000–140.000 euro assume un peso crescente, arrivando a rappresentare:

  • il 25,5% del valore delle procedure tra 100.000 e 180.000 euro nel 2022
  • il 28,8% nel 2023
  • il 31,5% nel 2024

Questa dinamica è coerente con quello che ANAC definisce “effetto soglia”: al modificarsi dei limiti normativi, si osserva una riallocazione delle procedure verso importi immediatamente inferiori alla soglia, per beneficiare di modalità di affidamento più semplici.

Un ulteriore elemento riguarda la tipologia di servizi coinvolti. Il fenomeno è più evidente nei servizi meno standardizzati e con maggiore discrezionalità nella definizione dei costi, come:

  • servizi di ingegneria e architettura
  • servizi giuridici
  • servizi legati ai rifiuti urbani e domestici
  • sviluppo software e consulenza

Al contrario, è meno marcato in ambiti con prezzi più strutturati (come le forniture sanitarie).

Infine, il rapporto evidenzia una differenza significativa legata alla dimensione delle amministrazioni.

Quali Stazioni Appaltanti li usano di più

Le analisi ANAC evidenziano una correlazione diretta tra dimensione dell’ente e utilizzo degli affidamenti diretti. Nelle amministrazioni con meno di 50 dipendenti, gli affidamenti diretti superano il 96% delle procedure.

Le motivazioni sono legate alla ricerca di efficienza:

  • le risorse amministrative sono limitate
  • la gestione deve essere rapida e sostenibile

Le amministrazioni più grandi utilizzano comunque questa modalità, ma con modelli organizzativi più articolati. Per ANAC, si tratta quindi di una scelta che riflette sia il quadro normativo sia le caratteristiche organizzative delle Stazioni Appaltanti.

Perché gli affidamenti diretti rappresentano una criticità nel report ANAC

Secondo ANAC, le criticità non riguardano lo strumento in sé, ma il suo utilizzo.

Un primo elemento è l’effetto soglia: le procedure si concentrano sotto i limiti normativi, con possibili effetti sulla concorrenza.

La riduzione del confronto competitivo è un altro punto critico. L’affidamento diretto coinvolge un solo operatore e, se diffuso, può limitare l’apertura del mercato, soprattutto nei servizi più discrezionali.

ANAC evidenzia anche una forte eterogeneità tra Stazioni Appaltanti: quelle più piccole ricorrono quasi esclusivamente a questa modalità, con differenze nei livelli di controllo.

Infine, emerge una criticità operativa. Pur semplice all’avvio, l’affidamento diretto richiede molte attività lungo il ciclo di vita. Poiché rappresenta oltre il 90% delle procedure, l’elevato volume aumenta il rischio di errori e inefficienze.

In sintesi, le criticità riguardano:

  • concentrazione sotto soglia
  • concorrenza limitata
  • gestione complessa su larga scala

Perché gli affidamenti diretti sono la procedura più utilizzata

Le cause sono strutturali: la maggior parte degli acquisti riguarda importi contenuti e rientra nelle soglie normative (fino a 140.000 € per servizi e forniture e 150.000 € per lavori).

Un elemento centrale è la rapidità operativa. Le PA devono gestire acquisti frequenti e urgenti, e l’affidamento diretto consente di semplificare i passaggi e ridurre i tempi.

Questa ripetitività migliora l’efficienza: attività standardizzate permettono di:

  • velocizzare le operazioni
  • ridurre errori
  • migliorare il coordinamento tra uffici

Il risultato è una gestione più continua e sostenibile, soprattutto nelle amministrazioni più piccole. Con volumi elevati, la ricerca di efficienza diventa prioritaria e la digitalizzazione tramite PAD rafforza questo modello operativo.

Come scegliere una PAD che consenta di lavorare meglio

Una piattaforma efficace deve garantire gestione completa del ciclo di vita, integrazione con la BDNCP e tracciabilità delle operazioni.

In questo contesto, una PAD deve consentire di lavorare in modo più ordinato, soprattutto nella gestione delle procedure ricorrenti, permettendo di:

  • ridurre attività manuali e duplicazioni
  • migliorare qualità e coerenza dei dati
  • velocizzare i processi operativi
  • mantenere allineate le informazioni tra sistemi
  • favorire la collaborazione tra uffici

Il risultato è una gestione più fluida e controllata degli affidamenti diretti.

PER APPROFONDIRE IL RUOLO DELLE PIATTAFORME

 

La rivoluzione di SmartPAD

Il team ISWEB è da sempre attento alle dinamiche normative e tecnologiche che incidono sul lavoro quotidiano delle Stazioni Appaltanti. Questo approccio ha portato alla realizzazione di uno strumento di gestione degli acquisti progettato per semplificare i processi e renderli coerenti con il Codice dei contratti pubblici, ma senza passaggi inutili o retaggi procedurali del vacchio Codice.

SmartPAD consente di gestire gli affidamenti diretti in modo guidato, rapido e ordinato. In particolare, è possibile ottenere il CIG in meno di tre minuti e disporre di un ambiente strutturato per la gestione della fase esecutiva, garantendo continuità, organizzazione e coerenza.

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  • integrare tutte le fasi del ciclo di vita
  • eliminare duplicazioni e attività manuali
  • mantenere i dati sempre allineati tra sistemi e uffici

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FAQ sugli affidamenti diretti nella PA

Cosa sono gli affidamenti diretti nella PA?
Gli affidamenti diretti sono procedure semplificate utilizzate per contratti sotto soglia, che consentono di selezionare un operatore economico senza gara formale.

Perché gli affidamenti diretti sono così diffusi?
Perché oltre il 90% degli acquisti pubblici riguarda importi contenuti e rientra nelle soglie normative che consentono procedure semplificate.

Quali criticità evidenzia ANAC sugli affidamenti diretti?
ANAC segnala concentrazione sotto soglia, riduzione della concorrenza e difficoltà operative legate alla gestione di un numero elevato di procedure.

Quando è obbligatoria una piattaforma PAD?
Dal 1° gennaio 2024 tutte le procedure devono essere gestite tramite piattaforme di approvvigionamento digitale interoperabili con la BDNCP.

Come migliorare la gestione degli affidamenti diretti?
Attraverso una PAD che consenta gestione integrata del ciclo di vita, riduzione delle attività manuali e allineamento dei dati tra sistemi.
 

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